Qui, con l'avanzare del tempo le cose stanno prendendo una brutta piega: insieme agli anni si consumano anche le speranze di cavarsela a buon mercato, e il tempo pare non provare rimorsi nel suo pretendere di consumare il superfluo. Con l'età, che scava le rughe dando al viso la smorfia della disillusione, si acuisce il timore di aver sprecato tempo ad accumulare idiozie che non hanno saputo lenire il dolore del vivere, e come sabbia scivolano via dal pugno chiuso dell'ego, lasciando intatta la rabbia che si prova per ciò che non si è realizzato di quanto era possibile fare per essere persone migliori. È questa la ragione dell'incattivirsi di molti anziani, che se la prendono col Cielo che non li ha favoriti, non volendo commettere ingiustizie. La morte, in mezzo a tutte queste mancanze, pare essere più vicina a un dover ripartire, che non all'essere arrivati.
È singolare che la pigrizia di uno che scrive storie, invece che allungarne pigramente l'azione, lo disponga ad accorciarla. Si potrebbe dire che l'indolenza di chi scrive sia rapidissima nel concedergli di esprimere i propri limiti.
venerdì 24 aprile 2015
giovedì 23 aprile 2015
Di che dovrei lamentarmi?
Dentro di me le lamentele regnano. Riguardano la mia famiglia che mi ha cresciuto nella paura e nella violenza, i pochi amici che detestavano la mia intelligenza e mi hanno lasciato appena è loro convenuto, la scuola che ha tentato di appiattire le caratteristiche peculiari alla mia personalità, il lavoro che mi ha costretto ad assistere alla vigliaccheria di troppe persone e al Cielo, che in questa vita del cazzo mi ci ha calato. Nei rari momenti di lucidità, però, sono costretto ad ammettere che tutto questo è servito a darmi la possibilità di scegliere tra l'essere come le persone che detesto, oppure come i pochi che mi hanno commosso per la loro capacità di sacrificarsi per il bene comune. Per questo, quando sento di aver l'obbligo di ringraziare per la vita che ho, prima alzo gli occhi al Cielo, e poi sorrido di felicità ricordando che c'è mia moglie accanto a me.
martedì 21 aprile 2015
Uguali nell'essere diversi
Il Mistero nel quale è immersa l'esistenza è come un fuoco del quale gli esseri sono scintille, ognuna diversa dalle altre, ma tutte con lo stesso fuoco dentro.
Un fuoco che tutto incendia, ma che non può bruciare se stesso. Per questo il Fuoco non può decidere di estinguersi e le scintille non possono spegnersi, perché il Fuoco del Mistero è eterno e infinito, e le scintille che vagano alla ricerca di comprendere la propria natura è al Fuoco che dovranno guardare, senza sperare di poter placare la propria ansia, spegnendosi nelle proprie lacrime.
Piccole considerazioni attorno alla spontaneità
Qualcosa in noi è chiamata spontaneità, perché essa è il modo di esprimersi che precede il pensiero. Ma cosa si esprime attraverso la spontaneità? Si può esprimere anche un pensiero, a patto che non ci sia un altro pensiero prima che decida quale forma il secondo pensiero debba avere. La spontaneità è immediata e diretta, ma può essere falsa, perché se chi la esprime ha una natura incline alla falsità il suo essere spontaneo assicurerà soltanto la verità del suo stato, che è lontano da poter rivelare la verità che conosce. La spontaneità non qualifica chi è spontaneo, ma può rivelare le qualità del suo cuore. La spontaneità calcola sempre in ritardo i vantaggi o i danni dati dal non aver riflettuto prima di esprimersi. È possibile dire spontaneamente bugie solo quando non si è stati spontanei nel decidere quali debbano essere le proprie intenzioni.
domenica 12 aprile 2015
Urla di vittorie che saranno presto dimenticate
Un mondo affollato di esseri, ognuno con la propria coscienza che si arricchisce vivendo.
Un pianeta meraviglioso, casa di diversità che sembrano senza fine fanno da scenario a un vivere difficoltoso, dove intelligenze vorrebbero poter dare risposta agli interrogativi sollevati dall'esistenza.
Moltitudini di scienziati ipotizzano teorie, senza chiedersi quali siano i princìpi normativi, perché fissi, rispetto al tutto in perenne movimento attorno al proprio asse.
E intanto lucidano il tostapane cromato che hanno messo sul piedistallo delle proprie incertezze.
Preti che non credono e fedeli che fingono di credere, si riuniscono nelle chiese a stringersi la mano, mentre lo sguardo sfuggente della loro coscienza vorrebbe raggiungere l'uscita e arrendersi al sole.
Un inferno vuoto che fa da contraltare a un Paradiso affollato è la nuova religione, che al cancello della sua entrata ha la boccia di vetro che contiene le verità da masticare, acquistabili da monete pesanti come i rimorsi.
Quanto potrà durare ancora la meraviglia di questo pianeta non è dato sapere, ma tutti sentono un fiato raggelante sul collo, che è respiro di una natura stanca, ma in agguato dietro alle nostre orecchie sorde, e pronta a coprire di radici nuove i nostri misfatti.
Altre umanità verranno dopo questa, e i vortici di altre distruzioni ruoteranno attorno ai princìpi fissi che sono norma per l'intero universo.
Altri cuori pulseranno, umani e animali, spingendo sangue che sarà ancora versato davanti alle urla di vittorie che saranno presto dimenticate.
Un pianeta meraviglioso, casa di diversità che sembrano senza fine fanno da scenario a un vivere difficoltoso, dove intelligenze vorrebbero poter dare risposta agli interrogativi sollevati dall'esistenza.
Moltitudini di scienziati ipotizzano teorie, senza chiedersi quali siano i princìpi normativi, perché fissi, rispetto al tutto in perenne movimento attorno al proprio asse.
E intanto lucidano il tostapane cromato che hanno messo sul piedistallo delle proprie incertezze.
Preti che non credono e fedeli che fingono di credere, si riuniscono nelle chiese a stringersi la mano, mentre lo sguardo sfuggente della loro coscienza vorrebbe raggiungere l'uscita e arrendersi al sole.
Un inferno vuoto che fa da contraltare a un Paradiso affollato è la nuova religione, che al cancello della sua entrata ha la boccia di vetro che contiene le verità da masticare, acquistabili da monete pesanti come i rimorsi.
Quanto potrà durare ancora la meraviglia di questo pianeta non è dato sapere, ma tutti sentono un fiato raggelante sul collo, che è respiro di una natura stanca, ma in agguato dietro alle nostre orecchie sorde, e pronta a coprire di radici nuove i nostri misfatti.
Altre umanità verranno dopo questa, e i vortici di altre distruzioni ruoteranno attorno ai princìpi fissi che sono norma per l'intero universo.
Altri cuori pulseranno, umani e animali, spingendo sangue che sarà ancora versato davanti alle urla di vittorie che saranno presto dimenticate.
mercoledì 8 aprile 2015
Come si dovrebbe essere secondo la stragrande maggioranza degli utenti facebook...
Prima di tutto bisogna accettarsi per ciò che si è, così da sentirsi liberi dai condizionamenti dati dal giudizio altrui e sentirsi liberi anche di far del male.
È proprio quel male che ci contraddistinguerebbe dagli altri rendendoci unici, interessanti e pure dotati di un'intelligenza che non si perde in chiacchiere nel dedicare tempo a capire cosa sia giusto e cosa ingiusto.
Poi sarebbe importante essere leggeri, evitando discorsi seri che potrebbero compromettere una pace dell'animo che sarebbe disturbata dal dover assumere gli impegni onerosi dati dalla coscienza di non essere proprio l'immagine della perfezione che, maledetta lei, rende tutti uguali alle auto giapponesi.
Quando qualche raro imbecille fa discorsi impegnativi per la nostra attenzione, che preferisce il bancone di una pasticceria, non ci si dovrà alzare al suo livello intellettivo, cosa peraltro impossibile da attuare, ma sarà indispensabile irridere sia i suoi scritti che i suoi commenti, limitandosi a farlo in poche parole, perché c'è sempre il pericolo che il saputello rincretinito si accorga che non potremmo aggiungere altro di diverso dalla frasetta spesa. È determinante, per non farsi coinvolgere in un confronto dialettico insostenibile, allearsi con altri intellettualmente disarmati, perché l'unione fa la forza, ed è con questo temibile trucco che i fascisti hanno vinto l'ultima guerra...
Per risaltare sulla massa troppo simile a noi i tatuaggi su facebook servono a poco, meglio sarebbe dare consigli che noi non seguiremmo nemmeno sotto la minaccia delle armi e, se proprio costretti, evitare di scrivere che si è vegani con infilati nei denti brandelli di porco abbrustolito dal barbecue che inquina l'aria.
Il segreto che rende interessanti le persone sta tutto nel saper mentire bene, a immagine di quello stronzo chiamato Dio il Quale, attraverso una natura che non ci rivela un cazzo ci prende per il culo, oltre al fatto che se mente lui alzando tutto questo polverone... non si vede perché non dovremmo farlo noi che siamo fatti a Sua immagine e somiglianza... :D
È proprio quel male che ci contraddistinguerebbe dagli altri rendendoci unici, interessanti e pure dotati di un'intelligenza che non si perde in chiacchiere nel dedicare tempo a capire cosa sia giusto e cosa ingiusto.
Poi sarebbe importante essere leggeri, evitando discorsi seri che potrebbero compromettere una pace dell'animo che sarebbe disturbata dal dover assumere gli impegni onerosi dati dalla coscienza di non essere proprio l'immagine della perfezione che, maledetta lei, rende tutti uguali alle auto giapponesi.
Quando qualche raro imbecille fa discorsi impegnativi per la nostra attenzione, che preferisce il bancone di una pasticceria, non ci si dovrà alzare al suo livello intellettivo, cosa peraltro impossibile da attuare, ma sarà indispensabile irridere sia i suoi scritti che i suoi commenti, limitandosi a farlo in poche parole, perché c'è sempre il pericolo che il saputello rincretinito si accorga che non potremmo aggiungere altro di diverso dalla frasetta spesa. È determinante, per non farsi coinvolgere in un confronto dialettico insostenibile, allearsi con altri intellettualmente disarmati, perché l'unione fa la forza, ed è con questo temibile trucco che i fascisti hanno vinto l'ultima guerra...
Per risaltare sulla massa troppo simile a noi i tatuaggi su facebook servono a poco, meglio sarebbe dare consigli che noi non seguiremmo nemmeno sotto la minaccia delle armi e, se proprio costretti, evitare di scrivere che si è vegani con infilati nei denti brandelli di porco abbrustolito dal barbecue che inquina l'aria.
Il segreto che rende interessanti le persone sta tutto nel saper mentire bene, a immagine di quello stronzo chiamato Dio il Quale, attraverso una natura che non ci rivela un cazzo ci prende per il culo, oltre al fatto che se mente lui alzando tutto questo polverone... non si vede perché non dovremmo farlo noi che siamo fatti a Sua immagine e somiglianza... :D
lunedì 6 aprile 2015
Rogne vitali
Non sono certo che capiti a tutti, ma io ho vissuto con il pensiero della morte costantemente a lato del mio zoppicare. Sono uno che molla facile, non ho aspirazioni diverse da quelle che farebbero inorridire un demone, e devo faticare per escludere il suicidio dal ventaglio delle scelte che l'esistere porta con sé.
Appena le cose vanno sul tragico a me viene voglia di tagliarmi la gola, ma poi sarei costretto a farlo per strada perché non mi andrebbe di sporcare il tappeto turco, con quello che ho dovuto pagare per sdoganarlo in Italia...
Sgozzarsi in strada, si converrà con me non sia il massimo della signorilità, così ho più volte sostituito il coltello con una corda, ma pure lì la classe scarseggia.
Il ponte del saltone è troppo frequentato e si rischia di sfracellarsi sopra qualcuno che si è buttato sotto poco prima.
Sta cazzo di vita ci dà rogne persino quando decidiamo di lasciarla in pace... :D
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