venerdì 18 dicembre 2015

L'intelligenza è...

L'intelligenza è il dono più grande che l'uomo abbia ricevuto, e la vita lo scenario nel quale essa colleziona figuracce.

venerdì 11 dicembre 2015

Incomunicabile

Scrivo da otto o nove anni, raccontini, butto giù pensieri, considerazioni su aspetti della realtà da chiarire, e frammenti della conoscenza metafisica alla quale ho immeritato accesso, ma lo faccio senza l'illusione che serva a qualcuno, perché so che comunicare le verità che si conoscono è, il più delle volte, inutile. Lo so dal tempo che ho iniziato a scrivere, dando seguito a un'inclinazione personale che mi ha accompagnato fin da bambino, e alla quale smisi di prestare attenzione appena abbandonata la scuola. Molti pensano io sia colto, ma non è così, perché la conoscenza della lingua è analoga alla musicalità interiore che fa cantare bene oppure male. È un dono innato, una sorta di vocazione che, prima o dopo, si presenta quasi fosse, ma non lo è, una necessità.
Si possono comunicare pensieri e valori, ma solo per dire che li si ha, non per trasmetterli ad altri i quali hanno tutto il diritto di essere autonomi nelle loro scelte di conoscenza e di vita.
È il Mistero che si riflette al centro di ogni essere che lo esige, perché esso è un Mistero senza limiti e inconoscibile; senza limiti significa libertà infinita che non può contraddirsi e che per questo ci lascia liberi, impedendoci di convincere altri che il nostro diritto alla libertà di conoscere sia superiore al loro.
Per questo è possibile trasmettere solo le falsità che saranno scoperte, ma non le verità certe la cui essenza è stata, è e resterà incomunicabile.

giovedì 10 dicembre 2015

Legge di natura

La natura stabilisce leggi adatte alla sopravvivenza dell'insieme, leggi che non sono discutibili sul piano morale e sentimentale che la natura non ha. Eppure l'uomo, con la sua possibilità di migliorare le cose, è parte della stessa natura, dunque essendone parte io scelgo di agire per eliminare, se posso, il pericolo di un male imminente.
La natura dispiega se stessa in un ventaglio di possibilità che stanno tra il meno naturale e il più naturale, e vicino al più c'è il petrolio quando sta negli alveoli che lo contengono sottoterra, ma vicino al meno sta lo stesso petrolio quando dalla stessa natura, o dall'uomo, è riversato in un prato.

Quando si è parte della natura, come l'essere umano è, si rende necessario il dover scegliere se stare vicino al suo meno o al suo più.

mercoledì 9 dicembre 2015

Capisco di stare meglio dal fatto che...

Capisco di stare meglio dal fatto che comincio a credere che le cose, per me, possano ancora peggiorare :D

Se ne vanno prima i migliori?

Spesso ci si chiede come mai le persone che si sanno essere malvagie non si ammalino facile, e pare che a loro vada tutto nel migliore dei modi, mentre sono molte le persone che rifiutano la cattiveria e che hanno guai uno dopo l'altro.
Dalla mia esperienza personale ho visto che a soffrire di più sono le persone che, pur essendo di animo buono, si piegano alle circostanze negative messe in atto dai malvagi, e lo fanno per viltà o, semplicemente, per stare tranquille.
A queste persone manca il coraggio necessario a mettere in atto la loro inclinazione al bene, dunque non sono protette dalle forze del bene e, naturalmente, non godono del sostegno delle forze del male.
È in questo modo che l'ordine delle cose imposto dai princìpi, che orientano tutto verso il bisogno di perfezione, lascia in balia degli eventi chi dovrà imparare a essere coraggioso.
Le persone maligne, invece, hanno il sostegno del male, e attraverso di esso aggirano le difficoltà per la loro fedeltà alle cattive intenzioni con cui il male cerca di oscurare l'amore e di negare la Verità di principio che ordina l’universo.
Il male, però, ha un unico pregio ed è quello di non poter portare a termine le proprie crudeli intenzioni, perché a differenza del bene che cerca la perfezione il male la rifiuta, non credendo in essa. Per questo le sacre scritture di tutti i popoli affermano che i demoni non abbiano accesso alla sfera dell'Intelligenza universale, che rappresenta la spiritualità della Trascendenza.
Il male è principe dell'immanenza, della forza bruta del peso che ama la sopraffazione del più debole e del diverso, del fuoco che brucia rifiutando la luce interiore che illumina la Via verso il sacrificio di sé.
Il male sacrifica gli altri, ed è per questo che esso abbandona coloro che gli sono stati fedeli servitori, e li lascia senza poterli più sostenere quando essi si trovano davanti all'ultimo bivio, quello che da una parte implica le possibilità di redenzione, e dall'altra quelle di dannazione.
È raro che chi ha servito il male a quel punto si penta, perché ancora non immagina di essere stato lasciato solo davanti all'Amore universale.
Non c'è un paradiso eterno e un inferno eterno, ma c'è lo stridore di denti e l’urlo interiore dato dal rammarico di aver rifiutato la natura del dono d'amore che chiamiamo esistenza, e di aver scelto l'ombra che la luce genera quando incontra l'ostacolo messo dal male.
Ho tralasciato di dire dei santi e delle persone che con coraggio hanno scelto l'impervio e difficile sentiero del bene, quello che comprende il sacrificio d'amore analogo a quello fatto dal Mistero assoluto, che per lasciarci liberi di scegliere ha dovuto aprire l'esistenza alle forze del male.
Per questo la lacrima è diventata il simbolo del dispiacere divino, che preferisce saperci liberi e infelici di questa nostra libertà incompresa, piuttosto che prigionieri di un'illusione imposta.
Non c'è una felicità che sia solo nostra senza che sia di tutti, e il mondo che la cerca la troverà solo dopo aver rinunciato alla propria per cercare di realizzare la felicità altrui.
Nessuno, per queste ragioni, è più dannato delle persone che si arricchiscono sulle infelicità degli altri, e per le stesse ragioni nessuno è più felice di chi ha scelto il sacrificio e la povertà per donare il proprio amore ai bisognosi di aiuto.

Lasciano anzitempo questa esistenza le persone migliori?
Nessuno può dirlo, ma di certo quelle peggiori... anche se vivranno a lungo staranno al mondo nel peggiore dei modi, quello gelido che si veste di un'apparente fortuna che deve nascondere le fetide esalazioni del male, che sogghigna nervoso per il suo non poter mai vincere definitivamente il Mistero di amore del quale l'intero universo è intessuto.

La prima cosa che ti fa dire l'intelligenza è...

La prima cosa che ti fa dire l'intelligenza è: "Io sono".
La seconda è: "Che cazzo ci faccio qui?".
La terza è: "Quale forza mi ci ha messo?".
La quarta è: "Che... avresti mica un euro da darmi?"
La quinta è: "Grazie lo stesso..."

La prima cosa che ti fa dire la stupidità è: "Io sono meglio di chiunque altro".
La seconda è: "Sono nato in Padania per migliorare il mondo".
La terza è: "Sono al mio servizio che è poi lo stesso che ha il Partito".
La quarta è: "Non ti darei un euro neanche se tu fossi Padano".
La quinta è: "Guadagnatelo rubando come faccio io...".

La prima cosa che ti fa dire l'ipocrisia è: "Io sono del Movimento 5 stelle"
La seconda è: "Non accetto compromessi perché voglio avere la maggioranza assoluta"
La terza è: "Dato che non ho la maggioranza assoluta mi sono alleato in Europa coi nazisti e i Leghisti"
La quarta è: "Se io avessi il potere l'euro non avresti bisogno di chiedermelo, perché te lo regalerei io aggratis"
La quinta è: "Votami la prossima volta"...

mercoledì 2 dicembre 2015

Con la bava alla bocca

Ci si accontenta di vivere alla ricerca della felicità che, quando arriva, svanisce in fretta come tutti gli stati d'animo non sostenuti dall'intelligenza. Poi ci si ammala e si bestemmia, accusando un Dio al quale non si crede di essere ingiusto perché non ha colpito, al posto nostro, il nostro vicino di casa che è più brutto di noi e meno intelligente. Chi sta male vede gli altri allo stesso modo in cui chi ha bucato una gomma sull'autostrada vede gli altri automobilisti come fossero esseri felici e spensierati... che non hanno bucato mai.
Si sa niente di come vada la vita dopo la morte, si sa poco anche della vita che si sta vivendo a fatica, ma nonostante questa scarsa conoscenza della realtà, e delle leggi che ne governano lo svolgimento, tutti si ergono a giudicare il Mistero che ci concede la libertà di scegliere chi essere e come esserlo, pronti a sentirci superiori all'Intelligenza universale che è causa della nostra individuale.
Siamo esseri piagnucolosi che hanno gli occhi iniettati di sangue colmo d'odio, e che fingono di essere buoni e altruisti dimenticando, in questa finzione, di risucchiare la bava che cola dalle nostre bocche desiderose di cibarsi della felicità altrui, che immaginiamo sia negata al nostro cuore.