venerdì 27 maggio 2016

Cosa è l'istruzione scolastica

È quella cosa che declama la cultura nozionistica, sostituendo la comprensione con la memorizzazione. I libri sono presentati come lo strumento di conoscenza indispensabile alla crescita intellettuale dei giovani, e sono libri che trasmettono l'incomprensione degli adulti all'incapacità di comprendere delle nuove generazioni.
È per questo che la cultura parte alla ricerca di significati esistenziali per arenarsi sulla battigia della stupidità, serrando gli occhi a una luce che non si lascia guardare da chi intende essere la cultura un'agevolazione economica per aumentare il proprio inutile prestigio. Infine ogni cultura, tra le innumerevoli esistenti, contraddice le altre diverse culture nate dal sentire emotivo con fini di lucro, nell'incapacità totale di riconoscere le leggi universali che sono la norma dell'esistenza. Culture morali che guardano alle diversità del colore della pelle, e alle possibilità di dissanguare i più deboli, non possono essere accostate alla Verità di un'esistenza che illumina tutti con un unico sole uguale per tutti.
È in quest'ottica che le scuole insegnano a tutti le stesse nozioni, costringendo le intelligenze, attraverso un sentire emotivo comune, all'interpretazione egoistica della vita che vede lo studio come la via migliore per affilare la capacità di taglio della lama dell'egoismo.

Una lama che non sa riflettere la luce.

mercoledì 25 maggio 2016

E che ne so io?

— Mamma?
— Perché la parola più usata è: "Perché"?—


— E che ne so io?—

Ma che domande mi fai?

— Mamma?
— Perché Dio ha così tanti nomi?—

— Ma che domande mi fai, piccolina...

— È per non farsi beccare facile sotto casa—

martedì 24 maggio 2016

Troppo immaturi

Si nasce troppo immaturi perché ci sia chiesto il consenso di nascere, e si vive troppo immaturi per confermare quel consenso ma, alla fine, si muore chiedendosi: "Che cosa sarà di me?", nell'unica certezza della nostra vita: quella data dal sapere di essere ancora troppo immaturi.

Errori su errori

Non bisognerebbe essere terrorizzati da ciò che ancora non si conosce, perché basta e avanza la paura di ritornare a vivere gli errori del nostro passato per doverne aggiungerne altri.

venerdì 20 maggio 2016

Cosa c'è di meglio?

Cosa di meglio si poteva aspettare, la mia generazione sessantottina, di una battaglia contro i disvalori fascisti criminali che, nel dopo guerra, ancora imperavano nei capi famiglia e nello Stato di polizia?
Niente supera il piacere dato dal lottare contro le ingiustizie e gli infami che le attuano per arricchirsi rubando, è stato un onore mettersi contro una religione come quella cattolica, degradata al punto di non ritorno dove è ammesso lo stupro di innocenti bambini, anche disabili. Preti che acclamano il Padre eterno con un tifo da stadio, dicendo che il Padre è così misericordioso da perdonare tutti tranne Giuda il traditore, quando si sa che la pietra angolare della Chiesa cattolica è San Pietro che tradì tre volte Gesù.
Giuda si impiccò per il rimorso, e San Pietro morì martire. Non c'è differenza tra i due nell'essersi pentiti, eppure i preti dicono che Giuda è l'unico ospite dell'inferno, dannato per l'eternità, mentre san Pietro fa il portinaio al cancello del paradiso. 
Cosa c'è di meglio di una lotta contro questa gentaglia che crede nello stesso modo dei bambini, chiamando quel credere "FEDE"?
La mia generazione è stata delusa dai risultati del suo aver lottato?
Certo che sì, ma che conta nelle azioni è l'intenzione, non i risultati che sono il frutto delle contaminazioni esterne.
Vero è che molti di noi erano ipocriti, ma la nostra violenza era contro la violenza, e ha il diritto di chiamarsi legittima difesa.
I comunisti come mio padre non erano diversi dai fascisti: picchiavano i bambini e li azzittivano dicendo che il diritto di parola lo si poteva guadagnare solo se si fosse appartenuti a una catena di montaggio, perché è l'avvitare bulloni che sviluppa l'intelligenza.
Cosa c'è di meglio che lottare contro un fascismo e un razzismo entrato tanto in profondità negli animi delle persone abbiette e stupide... da essere scambiato per il diritto di imporsi all'innocenza?
L'oggi è il risultato di uno ieri a causa della cattiveria e dell'egoismo dei molti, non della generosità dei pochi che hanno lottato per essere liberi in un mondo di schiavi che leccano il culo dei potenti.
Io dentro di me sono libero e felice, perché non ho mai smesso di lottare contro il male, anche se so che sarebbe preferibile amare il bene che odiare il male.

Però qualcosa di meglio ci sarebbe, ed è nel comprendere la nostra natura, con le sue estese limitazioni, nella nuova lotta da attuare, finalmente contro tutto ciò che ci tiene legati al mondo della lotta per la libertà... che deve esserci se esistono le costrizioni che la negano.

domenica 8 maggio 2016

Il rinunciare ad amare

Una natura dove per sopravvivere ci si mangia a vicenda non può essere perfetta, e non lo è perché tutta la realtà manifestata esiste per perfezionarsi. L'equilibrio generale e relativo di ogni insieme è dato dalla somma dei disequilibri particolari dai quali l'insieme è composto, così per migliorare il generale occorre migliorare i suoi componenti particolari. Chi vive nella natura ha quindi il dovere di migliorarsi contribuendo a migliorare l'insieme. Dunque se si può, e molto spesso questo è possibile, si deve evitare di mangiarsi a vicenda e cibandosi di frutta e verdure bisogna astenersi dal creare condizioni che siano mortali per i vegetali che ci danno il nutrimento.

I fascisti, quelli comunisti compresi insieme a tutti quelli che si sentono dei Re, che impostano il loro credo sulla convinzione che sia inevitabile sopraffare il prossimo, si meritano di essere ciò che sono, dovendo così rinunciare a tutte le possibilità che l'amare offre.

domenica 1 maggio 2016